lunedì 21 ottobre 2013

ALIMENTAZIONE ED INTOLLERANZE ALIMENTARI

Noi siamo ciò che mangiamo”

ALIMENTAZIONE LE INTOLLERANZE ALIMENTARI

L’alimentazione è alla base della nostra salute: mangiare è un gesto che compiamo tutti i giorni e attraverso l’introduzione di cibo formiamo i tessuti del nostro corpo, la nostra struttura fisica e i nostri pensieri.
Il cibo è il carburante del nostro organismo. Agli alimenti è legato anche un aspetto emotivo e, oltre ad introdurre i principi nutrizionali atti al mantenimento delle funzioni fisiologiche del corpo, introduciamo emozioni che poi formeranno i nostri pensieri. Il gesto del mangiare non rispecchia solo un gesto per nutrire il corpo: con il cibo esprimiamo la nostra relazione con il mondo.

Vita frenetica, fast food, pasti consumati in fretta e magari praticando altre attività, hanno creato abitudini di
vita scorrette, che si ripercuotono sul fisico e sulle sue capacità di assimilazione e smaltimento, formando il nostro modo di essere ed il nostro rapporto con il mondo che ci circonda e la capacità di entrare in relazione con esso.
Bisognerebbe ridare all’alimentazione il suo giusto ruolo di nutrire il fisico ma anche la mente, creando i presupposti di una nuova cultura alimentare che passi non solo attraverso il fabbisogno nutrizionale, ma, soprattutto, attraverso il rispetto del cibo e del ruolo che il momento del pasto ricopre.

Le non corrette abitudini alimentari hanno favorito il dilagare delle intolleranze alimentari. Esse provengono da cibi che possono provocare errati stimoli al nostro organismo, spesso coadiuvati da fattori di stress. Tutto ciò influisce sul sistema immunitario e sulla flora batterica intestinale, provocando disturbi di varia natura: se si eliminano tali cibi, il disturbo tende a scomparire o ad attenuarsi.

Le intolleranze alimentari hanno caratteristiche ben diverse dalle allergie: in caso di allergia la reazione al cibo a cui si è allergici è immediata. Nel caso dell'intolleranza alimentare i sintomi sono vari (astenia permanente, torpore mentale, vertigini, palpitazioni, ipersudorazione, edemi, prurito, arsura, nausea, bruciore di stomaco, aerofagia, acne, mal di testa, difficoltà ad alzarsi la mattina) e possono comparire appena il cibo è stato ingerito, oppure a distanza di giorni.

La diffusione delle intolleranze oggi è dovuta al fatto che il cibo è meno genuino e più industriale (cibo raffinato, processato e adulterato con prodotti chimici). Il tipo di coltivazione e allevamento di oggi forniscono alimenti già poveri all’origine sotto il profilo nutrizionale (proteine, vitamine, oligoelementi, aminoacidi essenziali e acidi grassi essenziali).
La raffinazione dei cereali, l’uso di additivi alimentari, la concimazione chimica esercitano una continua stimolazione a carico dei follicoli linfatici che circondano l’intestino, inducendo un aumento dello stato di vigilanza del sistema immunitario e abbassando la soglia di reazione.

Solitamente le intolleranze hanno una reazione ritardata fino a 72 ore dopo l’introduzione dell’alimento, ed hanno come bersaglio qualsiasi organo o apparato. I sintomi si manifestano solo in seguito ad un accumulo di questi alimenti nell’organismo. Per scatenare la reazione il cibo responsabile deve essere introdotto per almeno tre giorni consecutivi ed agisce come un lento avvelenamento: spesso chi è intollerante è ghiotto proprio del cibo che fa male!
Le tossine che si formano durante i processi di intolleranze alimentari hanno un organo bersaglio specifico per ciascun individuo. Infatti ognuno di noi presenta una struttura o un organo del corpo più deboli.

Le intolleranze alimentari non sono definitive, eliminando rigorosamente dalla propria alimentazione gli alimenti a cui si è intolleranti per un periodo di circa 30 giorni, l'intolleranza scompare ed in seguito è possibile reintrodurre l'alimento a cui si è intolleranti in maniera graduale.

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