giovedì 17 maggio 2012

L'ASTROLOGIA E LA CONOSCENZA DI SE'


Chiaro che sintetizzare una questione complessa in poche parole non è semplice, il rischio di tradire la natura delle cose può essere grande, tuttavia qui ci focalizzeremo in breve su taluni temi-chiave. Che cos’è e che cosa non è l’astrologia: questo è un primo punto. Poi occorre vedere le sue relazioni col mondo attuale, circostante. Infine si darà qualche breve spunto in relazione al “funzionamento” dell’astrologia stessa.
La realtà vera è che l’astrologia permette d’individuare il “carattere” dell’individuo, carattere suo proprio e distintivo (ed istintivo anche, perché spesso le sue pulsioni sono all’origine di tale carattere) ed il destino che ne deriva, destino mai deterministico – vale a dire che non è fissato irreversibilmente che le cose vadano in quella direzione specifica. E tuttavia, diceva un noto astrologo (A. Leo), “il carattere è il destino”, cioè: se tu hai fatto questa o quella scelta nella tua vita, ciò deriva spesso dal tuo carattere. Corollario: per cambiare il tuo destino devi cambiare il tuo carattere. Conseguenza: per cambiare il tuo carattere, devi conoscerlo. Ed è qui che interviene l’astrologia, detto in modo molto pratico.
La chiave di volta della questione è capire che cosa si può legittimamente chiedere all’astrologia e che cosa, invece, non è corretto chiederle, anzi il chiederlo dimostra che non si è ben focalizzato che cosa davvero è l’astrologia e lo scopo cui può essere utile. Come affermava Barbault: “Innanzi tutto occorre spazzare via ed eliminare radicalmente la massa degli pseudo-problemi, provenienti dal pensiero magico, a causa dei quali l’astrologia è stata ingombrata di stupide pretese e configurata come un’eccentrica mania. Per pseudo-problemi intendiamo le questioni che questa conoscenza si è posta e che sono insolubili, (…) per lo meno allo stato attuale delle possibilità di ricerca. Nel quadro di questi interrogativi senza risposta figura, in buona posizione, la diagnosi o il pronostico circa la durata della vita” (A. Barbault, Trattato pratico di Astrologia, Mediterranee, p. 315); il che, a sua volta, non significa che non siano possibili delle “predizioni” (probabilistiche però, e non deterministiche), che non sono quelle dell’indovino, ma, piuttosto, simili alle previsioni del tempo. Ad esempio, quest’aspetto è molto utile nell’astrologia finanziaria, applicata alla Borsa, dove certe configurazioni astrali consigliano d’investire o vendere, e suggeriscono cosa investire e cosa vendere. Ma son sempre una sorta di previsioni del tempo! Esse non possono sostituirsi – mai – alle scelte dell’individuo! Sai che nevicherà o farà una tempesta, ma puoi sempre decidere di uscire lo stesso. Solo che lo saprai prima, e, dunque, prenderai, per quanto ti è possibile, delle precauzioni, ti abbiglierai per quel tempo lì, eccetera, eccetera.
Ma dunque, alla fine, che cos’è l’astrologia? E’ un sistema di riferimenti simbolici, il cui scopo è la conoscenza di sé, e null’altro, per quanto, ripeto, ci possano essere delle applicazioni predittive, sempre probabilistiche e mai deterministiche. Il successo dell’astrologia, però non senza grossi equivoci, nasce dal far riscoprire la propria unicità individuale nel mondo della massificazione, della globalizzazione: è come un protesta contro l’uniformizzazione massificante dei nostri tempi, dove tutti fanno le stesse cose, competono per le stesse cose, e via dicendo. Tu, al contrario, sei nato in un particolare momento che, in se stesso, è unico ed irripetibile. E lo scopo è conoscere se stessi. Solo conoscendosi, infatti, si può migliorare. Si diceva una volta: Sapiens dominabitur astris, il Sapiente dominerà gli astri. Quei “nodi” così come quelle possibilità inespresse che abbiamo in noi, l’astrologia ce le fa vedere per mezzo di una tastiera di simboli che fanno emergere queste cose. Ora, solo conoscendole noi possiamo cominciare a venire a patti con certi demoni interiori o iniziare ad esprimere certe potenzialità che non sapevamo avessimo.
Questo allora è il “nocciolo duro” dell’astrologia. Il suo postulato, spesso inespresso e che non riesce a venir fuori nell’astrologia “popolare” che altro non è, si è detto, se non una protesta contro la massificazione e l’uniformizzazione imperanti oggi, è che noi “risuoniamo” con questi simboli che sono gli astri. Un cavallo è un cavallo non certo per causa degli astri, ma perché è nato da due cavalli di due generi diversi; e tuttavia, se quel cavallo è nato in quel particolare momento, avrà delle caratteristiche uniche ed irripetibili, sarà “quel” cavallo lì, particolare, unico. Ma ciò a causa del fatto che vi è un “sistema di riferimento simbolico” che, a veder bene, costituisce l’essenza dell’astrologia stessa. E qui occorre chiarire un punto che, di solito, si obietta all’astrologia per dire che “non è scientifica”, quando invece lo statuto stesso di “scientificità” dell’astrologia non può far riferimento alla scienza moderna, ma piuttosto alle scienze antiche: è scienza tutto ciò che ha un linguaggio (discorso, “logos” preciso e fisso), e che quindi, avendo un linguaggio, può essere oggetto di discorso strutturato. Questo è il concetto antico, che si segue qui.
Si dice che l’astrologia sia falsa perché il fenomeno della precessione degli equinozi fa sì che le costellazioni effettive non corrispondano più con le “case” zodiacali che hanno quel nome. Per fare un esempio: la costellazione dell’Ariete non si trova più nel settore celeste (= “casa”) che in astrologia porta ancora quel nome, ovvero “casa” dell’Ariete. Ebbene, tale obiezione dimostra che non si è capito nulla dell’astrologia stessa, che, per l’appunto, è proprio questo sistema celeste, immaginario e simbolico, che costituisce il Cerchio delle 12case”, ognuna delle quali ha un nome di una costellazione, ma è indipendente dalla costellazione che oggi vi si ritrova dentro.
Un capitolo molto interessante è la cosiddetta “astrologia mondiale”, che si occupa di eventi politici. Anche in tal caso, si tratta di capire un “clima mentale” ed individuarlo prima, cosa che può sembrare una conoscenza di minor importanza, ma non lo è affatto. Per esempio, è stato predetto che saremmo entrati in una crisi globale più o meno come quella in cui siamo.
Chiaro che nuovamente si deve precisare: queste non sono – né possono essere – previsioni troppo specifiche, ma solo generali. Ma allora perché sapere queste cose, si potrebbe obiettare, visto che ci si va dentro comunque e che lo si sa in termini generali e non specifici? Ma qui torniamo, o non, a ciò che si diceva prima delle previsioni del tempo. Forse che il margine di più o meno grande inesattezza delle previsioni meteorologiche è un valido argomento per non farle?
Per finire, un’occhiata a ciò che Barbault chiamava “i problemi reali” dell’astrologia, ben diversi dagli pseudo-problemi dei quali si è detto all’inizio. Perché tali problemi reali ci sono, eccome. E’ ciò che lui chiamava il problema, insolubile per mezzo della sola astrologia, del “livello del carattere o del destino” (ibid., p. 325, corsivo di Barbault). “E’ noto che su un medesimo fondo di affettività l’intelligenza può dar luogo a un paranoico ed a un Napoleone, (…) a un ansioso ed a un Dostojevsky (…). Il tema – e questo valga una volta per tutte – presenta un’ottica profonda dell’individuo ma non fornisce alcuna precisazione sulla ‘classe’ della persona; il tema è come il progetto di un edificio di cui non si conosce la scala; si conosce l’economia generale dell’opera ed i problemi che questa pone, ma s’ignora quali materiali da costruzione, dal marmo al cartone, sceglierà l’architetto. L’indice peculiare di questa ricchezza o di questa povertà relativa ci sfugge. Ed è ben per questo che l’astrologia non è quella che si vuole che sia, cioè una divinazione più o meno stupida. L’astrologo accorto è di certo in grado di ‘ritrovare’ la persona e il suo destino. Ma deve operare in senso contrario, a partire dalla conoscenza completa della persona e al fine di ampliare ed approfondire la conoscenza che questa persona ha di se stessa e del suo divenire” (ibid., corsivo di Barbault).

A. Ianniello

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