martedì 22 maggio 2012

LA BOTTEGA DEL CLOWN


LA BOTTEGA DEL CLOWN
Laboratorio di Comicoterapia

Domenica 27 maggio
ore 17-19
tenuto da
Maria Pota e Teresa Rossi


Ridere e sorridere sono un linguaggio universale e istintivo che consente di comunicare emozioni e le sfumature nascoste di esse.
La risata connette e mette in relazione, insomma unisce gli esseri umani. E’ un dono concesso a tutti gli uomini e la sua funzione è proprio quella di permettere agli esseri umani di stabilire un contatto amichevole con i loro simili, di avvicinarsi ad essi ed andare d’accordo.

  • Nella meta’ degli anni 80 molti psicologi iniziarono ad interessarsi agli effetti che le emozioni positive producono sull’organismo. Norman Cousins, giornalista scientifico bloccato da una spondiloartrite anchilosante, grave malattia delle articolazioni, con bassissime percentuali di guarigione, diede origine a tutto cio’.
  • Egli si convinse che se voleva veramente guarire doveva essere di più che semplice spettatore passivo di ciò che gli stava capitando. Dopo essersi consultato con il medico, decise di interrompere il trattamento con gli analgesici e di assumere alte dosi di vitamina C. Inoltre Cousins raccolse tutte le registrazioni delle candid camera televisive e si rese subito conto che dieci minuti di buone risate avevano un effetto analgesico che gli permetteva 2 ore di sonno senza dolore.
  • Questa cura porto’ ad un miglioramento di tutto il quadro clinico.
Arrivò alla conclusione che se nell’organismo la depressione e lo stress erano in grado di produrre reazioni chimiche negative, allora sarebbero potute esistere altre emozioni per produrre reazioni chimiche positive. Nacque così la gelotologia (dal greco ghelos=riso e logos=scienza; scienza della risata), una disciplina dedicata allo studio del ridere, del buon umore e del pensiero positivo come rimedio psicofisico.
La gelotologia getta le sue basi sugli studi di PsicoNeuroEndocrinoImmunologia, che hanno sostanziato la diretta influenza degli stati mentali, delle emozioni, sul sistema immunitario e viceversa, in una circolarità di interazioni che fanno tramontare la prevalenza dei fattori organici nello scatenamento di una malattia: le emozioni “parlano” direttamente al sistema immunitario, attraverso canali neuro-endocrini, ed il sistema immunitario riflette il suo stato direttamente sulle emozioni.
Ridere spegne il cervello razionale, lo travolge annullando i suoi vincoli emotivi e liberando tutte le energie che abitualmente si consumano pensando. Energie che, mentre si ride, il corpo sfrutta per rigenerarsi. Negli attimi privi di autocontrollo razionale, abbiamo una percezione più aperta del nostro essere parte del mondo: ed è per questo che molti Maestri considerano il ridere un atto sacro di empatia con il creato.

L’origine della clownterapia moderna si deve al dottor Hunter Patch Adams.


Da sempre convinto che risata e sorriso portassero enormi benefici, Adams iniziò a visitare i suoi pazienti travestito da clown.
Nel 1983 Adams, con la collaborazione di alcuni amici, riuscì finalmente a realizzare il Gensundheit Institute - Istituto della Salute nelle montagne del West Virginia: in questa struttura il rapporto tra pazienti e dottori si basava sulla fiducia reciproca e buon umore, mentre gioia e creatività divennero prescrizioni essenziali del percorso terapeutico.

  • Con il termine clownterapia si indica l'applicazione di un insieme di tecniche derivate dal circo e dal teatro di strada in contesti di disagio (sociale o fisico), quali ospedali, case di riposo, case famiglia, orfanotrofi, centri diurni, centri di accoglienza ecc. Il clown trasforma il reparto o la camera d’ospedale - cornici fredde e distaccate dove vivono i pazienti - in un ambiente magico, in cui la risata si fa strumento di gioia e sicurezza, incoraggiando al dialogo, quale forma essenziale di interazione e legami. Inoltre prova a stabilire con gli spettatori un rapporto umano di fiducia e confidenza, capace di far dimenticar la quotidianità della vita ospedaliera, a profitto della fantasia e dell’immaginazione.
  • L’importanza di questa figura non si esaurisce nella figura del paziente, bensì si estende a tutta la sua famiglia, proprio perché i miglioramenti del malato vengono vissuti e condivisi anche da coloro che lo circondano con amore e affetto.

Nessun commento:

Posta un commento